Dusan Vlahovic è una persona seria. A queste cifre non rimarrà in Italia, comunque è legittimo che cerchi un altro tipo di ingaggio. Quale verità c'è dietro la frase di Giorgio Chiellini, dirigente della Juventus, dopo la fumata nera dei giorni scorsi nel rinnovo con il serbo? A fare saltare il banco sono stati il bonus alla firma e la commissione lorda chiesti dal padre Milos e quantificabili in circa 30 milioni di euro, qualcosa di irrealistico per chi lo ha ha in organico fino al prossimo trenta giugno, quando sarà svincolato. Il discorso è semplice: quanto costa un centravanti di ventisei anni e mezzo da grande squadra? Considerato quanto è stato pagato Jonathan David - 12,5 milioni più 6 all'anno - ma soprattutto il cartellino di Lois Openda (45 tutto incluso) la richiesta non è poi così campata in aria. Poi, certo, c'è il problema che attualmente Vlahovic non ha un accordo in essere (o in procinto di) con chiunque, perché l'idea sarebbe quella di aspettare un top club interessato e che può parametrarsi sulle ambizioni, economicamente e sportivamente. Non sarà impresa facile. Con tematiche diverse, nel recente passato ci sono stati due casi in cui uno dei principali esponenti della rosa è andato a scadenza, senza rinnovare e senza un estimatore già pronto e convincente. Da una parte c'è stato Paulo Dybala, che aveva già un principio di intesa prima della spending review di inizio 2022, con l'arrivo di Vlahovic che lo aveva tolto dal centro del progetto, come ammesso da Arrivabene nel momento di annunciare l'addio dell'argentino. Sembrava potesse finire all'Inter, con un incontro galeotto con Giuseppe Marotta, ma concretamente era arrivata solo l'offerta della Roma, con un bel balzo all'indietro economicamente per il primo anno, salvo poi strutturare l'accordo a salire sino ai otto milioni attuali che oramai sono fuori mercato e che non sono assolutamente replicabili. Cinque invece gli anni del francese, che non era stato venduto a un anno dalla scadenza a causa delle pretese economiche della madre Veronique al Manchester United - circa 17 milioni di commissioni - che avevano fatto ragionare il club verso un esborso (molto) maggiore per Casemiro. Forse un'occasione sprecata per entrambi, perché la Juventus avrebbe iscritto una buona plusvalenza, mentre Rabiot avrebbe potuto giocare in Premier League, campionato che gli manca. Dopo l'addio di Massimiliano Allegri, nel maggio del 2024, il contratto è scaduto senza prolungare. Così è rimasto svincolato per un periodo, salvo poi firmare con l'Olympique Marsiglia, forse non la società dei suoi sogni, tornando poi in Italia nell'estate scorsa al Milan dopo il litigio con Jonathan Rowe. Insomma, Vlahovic si sta prendendo un rischio: non rimarrà di certo senza un ingaggio ma, come dice il detto, chi cambia la strada vecchia per quella nuova sa quel che lascia ma non sa quel che trova.