La Juventus non ha mai avuto un fallimento più costoso di una promessa che non diventa mai realtà. È una frase che sembra scritta apposta per raccontare la parabola di Dusan Vlahovic alla Juventus. L'avventura dell'attaccante serbo in bianconero è arrivata ai titoli di coda lasciando dietro di sé una lunga scia di aspettative tradite, occasioni mancate e numeri che fanno riflettere. Quando nel gennaio 2022 la Juventus decise di strapparlo alla Fiorentina, l'operazione venne presentata come il colpo destinato a inaugurare una nuova era. E i gol contro Verona e Villarreal illusero tutti. A distanza di quattro anni, invece, resta l'impressione di una delle operazioni più deludenti e onerose della storia recente del club. Perché Vlahovic non è stato soltanto un investimento importante: è stato il secondo giocatore più costoso della storia bianconera, secondo solo a Cristiano Ronaldo. E il rendimento non è mai stato all'altezza del conto finale. La Juventus versa alla Fiorentina 70 milioni di euro, pagabili in tre esercizi. A questi si vanno ad aggiungere 11,6 milioni tra contributo di solidarietà e oneri accessori, oltre a ulteriori 10 milioni di bonus. Totale: 91,6 milioni di euro per il cartellino. E dopo il cartellino, arriva il contratto. Vlahovic parte da uno stipendio netto di 7 milioni di euro a stagione, destinato a crescere progressivamente grazie a una struttura contrattuale che oggi appare di difficile comprensione. Il 30 giugno 2025 scatta il primo bonus fedeltà, facendo lievitare l'ingaggio a 10,5 milioni netti. Il 30 giugno 2026 arriva il secondo incremento, fino a quota 12 milioni. Considerando il costo lordo, il contratto di Vlahovic si attesta a 150 milioni di euro, rendendolo il secondo giocatore più costoso della storia bianconera, dopo Cristiano Ronaldo.